E secondo me il teatro è un bel mezzo perché racconta delle storie che ti lasciano a te la posta, come l’arte, no? Cioè vedi un quadro, non è che ti dice una cosa e basta — da te entrare nel cosa. Poi vabbè, dipende — chiaro che c’è la storia che non vuol dire niente, e la storia in cui ti sto raccontando qualcosa, sto prendendo delle posizioni.
Quindi forse sta nella drammaturgia quell’azione politica — cioè nella scrittura. Ovvero come, attraverso il mio modo di raccontarti una storia, ti sto portando una tesi. E apre un dialogo perché siamo lì nello stesso istante — quindi tu puoi alzarti, puoi insultarmi, puoi rimanere lì, puoi venirmi a parlare dopo.
È un mezzo, non è un dibattito politico, chiaramente. Forse è un’apertura, capito? È come quando guardi un film e ti rimangono delle domande aperte — oppure no, niente.