[Slides Presentation] Methods and tools for OpenCare community engagement

Il futuro di OpenCare.

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Noemi

In primo luogo anche per me è stato piacevole incontrare dal vivo le persone che da tempo seguo sulla piattaforma Edgeryders!

Tornando al merito di quanto da Te esposto e da quanto scritto da Alberto (https://edgeryders.eu/en/blog/some-opportunities-for-you-to-partner-up-with-edgeryders) devo dire che l’approccio e le idee sono interessanti, tanto quanto i possibili sviluppi.

Tuttavia, riprendendo in parte quanto detto da Manzini e quanto da me scritto in occasione del Workshop (https://edgeryders.eu/en/comment/25493#comment-25493), vorrei esprimere il mio parere apportando il mio umile contributo. Manzini in effetti ha parlato della necessità di Edgeryders di avere al proprio interno alcuni “progetti bandiera”, iniziative strutturate che raccolgano e rendano tangibile quanto riconoscibile il lavoro partecipativo progettuale della Comunità proprio attraverso la “messa in opera” di idee, prodotti e servizi, che costruiscano un ponte tra lo scambio della conoscenza e l’analisi strumentale possibile nel mondo online digitale con la sperimentazione e l’attuazione tramite la fisicità degli spazi e la costruzione delle relazioni offline, “analogiche”, che consentano una “percezione sensoriale” garantendo nel contempo una maggiore partecipazione da parte dei portatori di interesse. Durante i lavori di gruppo, ma sopratutto nel corso delle successive presentazioni, questo aspetto ha avuto una particolare enfasi segno inequivocabile di una necessità di traslare sul bisogno locale tutta la competenza e la capacità “produttiva” della piattaforma che, in una seconda fase, dovrebbe|potrebbe essere in grado di rielaborare e di reinterpretare quanto realizzato su una dimensione più ampia attuando la riproducibilità e la sostenibilità delle idee.

A mio giudizio, nell’ambito del “Prendersi Cura”, la soluzione si delinea da sé.

Al termine “naturale” del Progetto OpenCare si potrebbe pensare alla costituzione di una vera e propria “Care Brand Unit” della Comunità Edgeryders focalizzata sull’identificazione delle iniziative attinenti, sulla promozione nell’ambito internazionale attraverso le relazioni con le varie amministrazioni pubbliche transnazionali europee e nazionali, sull’amministrazione e sul coordinamento delle attività operative e di “visibilità” locali, offline, che consentano il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle persone laddove l’ict non può sopperire, se non in termini basilari e comunque poco impattanti.

Questa Unità potrebbe pertanto agire sia come un “marchio” in grado di attirare risorse – competenze umane e disponibilità economiche finanziarie – sia come struttura permanente dinamicamente indirizzata dalla Comunità e dalle istanze che vengono a definirsi attraverso l’analisi delle informazioni da essa prodotte.

Sotto questo profilo ritengo possa contribuire fattivamente, dato che la mia componente materiale mi vincola pesantemente, affinché OpenCare possa avere un futuro.

ADDENDUM

Di seguito segnalo due esempi che, a mio giudizio, potrebbero caratterizzare pienamente le attività del futuro OpenCare:

  1. http://nova.ilsole24ore.com/progetti/il-movimento-dei-city-makers/;

  2. http://nova.ilsole24ore.com/progetti/spazio-di-democrazia-tecnologica/.